In questi pochi giorni sono cambiate molte cose. A cominciare dal luogo dove vivo, che diventa sempre più "casa" e meno "residenza". Gli studenti del mio piano sono in realtà molto cordiali e rispettosi. Scambiare chiacchiere italiane con una bosniaca che mi presta la macchinetta del caffé, parlare portoghese con uno spagnolo e farsi aggiustare la micromina da un pakistano mentre mangio piatti tipici koreani in una cucina austriaca fa sì che uscire dalla stanza sia sempre motivo d' incontri interessanti.
Uno dei motivi per cui speravo in una compagna di stanza 'orientale' era la possibilità di onorare il silenzio senza imbarazzo. La libertà di dire il necessario od il veramente sentito.
In Austria è ancora legale fumare in spazi chiusi, ma grazie ad una fantomatica malattia simile all' asma forse riuscirò ad ottenere una colazione salubre al profumo di pino.
L' altra sera mi sono imbattuta in una festa Erasmus in un antico Palais. Mozart, Beethoven e signori in frac ottocenteschi mi osservano camminare tra enormi stanzoni blu o rossi, lussuosi lampadari , librerie e mobili secolari a ritmo di musica da discoteca e luci psichedeliche. Mi sento una Sissi dei tempi moderni, ballando una http://www.youtube.com/watch?v=5NV6Rdv1a3I invece di un http://www.youtube.com/watch?v=VSyJjycjr9I.
E veniamo dunque alla nostra notte dei musei. Vienna di notte è estremamente affascinante, quasi irriconoscibile. alle 18.30 è iniziato il mio tour in compagnia di amiche spagnole conosciute al suddetto party. Ovviamente Schiele e Klimt al Leopold Museum, un quadro di Magritte (cioè non uno qualsiasi, ma 'La voix du sang'!) e di Kandinsky al Mumok.
Andare in un museo con qualcuno però è un po' come fare compere: hai bisogno di una persona fidata, che ti capisca al volo, a cui poter dire tranquillamente "ma io pensavo che la Gioconda fosse almeno... tre volte più grande di così!" (facendo sì che la persona capisca il sottile riferimento http://www.youtube.com/watch?v=wfAEufGIi1E. Insomma ci vuole solo Maddalena).
Così alla fine semino le mie accompagnatrici e mi avventuro alla ricerca di opere 'minori'. Per strada non fa freddo, ed accogliente è anche l' atmosfera con luci e musicisti. In un museo d' arte "visionaria" suona un gruppo di 50enni, chitarrista elettrico senza scarpe, cantante con tamburello, yeah.
Tornando a casa una famosa pasticceria vende mini sachertorte per strada. Uno dei segreti per stare bene da soli è farsi dei regali, quelli che da bambini vi vergognavate di chiedere ai vostri genitori o che vi imbarazza concedervi davanti ad amici o fidanzati. Così mi sono abbandonata a quattroeuroecinquanta di una sachertorte rigida e scontrosa all' apparenza ma che al primo morso si è dissolta nei meandri delle papille gustative, facendomi socchiudere gli occhi per concentrarvici tutti i miei sensi, immobile al centro della strada.
Con questo dolcissimo ricordo vi lascio, sperando di avervi fatto venire un po' più di voglia di venirmi a trovare, in questa città dura da iniziare, ma che rapisce dopo il primo assaggio :)
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