martedì 22 ottobre 2013

'a capa tosta.

benebenebene

Ciao! oggi vi parlo di un argomento che riguarda un certo tipo di persone, ed in particolare un certo tipo di donne, ma che secondo me suscita la curiosità e talvolta ilarità anche di altre tipologie e generi.

La ceretta.

C'è un tipo di donna molto comune nel mediterraneo e particolarmente in sud-italia: pelle chiara, occhi chiari, capelli biondo ramato, una peluria bionda diffusa che per alcuni appassionati può dare l' effetto "pelle di pésca", ma che nell' epoca moderna causa tanti problemi. Purtroppo Barbie la pelle ce l' ha di plastica.

Se non si fosse capito io sono tra questi esemplari costretti a sentire un freddo atroce e pelle d' oca in inverno uscendo dall' estetista con uno strato in meno.

Adesso. Una volta chiarito il tipo di donna, chiariamo il tipo di Estetista. Amando i viaggi a lungo termine, ne ho conosciute di varie nazionalità, e sono fermamente convinta che in un centro estetico si possa dedurre molto della cultura del paese che ci ospita.

Partiamo dal luogo dove le continue invasioni ed immigrazioni hanno creato un DNA misto, dove i neri hanno gli occhi verdi e le giapponesine sono pelose quanto una portoghese. Questa è la patria delle donne che non possono non avere sulle unghie il colore trend della settimana, è il luogo dove il corpo nelle sue infinite forme viene venerato e scolpito, il paradiso delle pelose incomprese.

L' estetista Brasiliana è grossa e materna, ti offre il caffé appena arrivi, ti mostra i suoi nuovi acquisti: la-poltrona-che-fa-i-massaggi e lì ti lascia durante l' attesa, mangiando caramelline a ritmo dell' ultima Hit del momento. Per il giorno in cui hai appuntamento non devi prendere altri impegni, non ti sbrigherai entro le prossime tre ore. La nostra eroina la ceretta non la compra, la fa in casa. Esamina attentamente ogni millimetro del tuo corpo, riesce magicamente a non farti sentire dolore, chiacchiera, soprattutto parla di Dio, delle disgrazie nel mondo e di quanto siamo fortunati ad essere vivi.
Può capitare che durante il trattamento tu ti addormenti e al risveglio sei una donna splendida. Rimessa a nuovo. Cammini leggiadra per le strade e gli uomini si girano a guardarti e tu ti senti divina.

L' estetista Italiana può essere di due tipi, capace o atroce, direttamente proporzionale alle settimane di anticipo con cui devi prenotare. E' stressata. Sei sempre nel mezzo tra due clienti e ti chiedi se mai proverai l' emozione di essere l' ultima o la prima. Ascolta la radio, in radio passa sempre Vasco Rossi, e trascorre quell' oretta a parlarti di quanto sia difficile ed ingiusto il mestiere che fa, poi passa al chiederti come ti stanno andando le vacanze. E tu, povera vittima di infinito senso di colpa, sei lì perché il giorno dopo vuoi andare al mare, o devi partire per un viaggio, e insomma eri proprio felice prima di entrare in quel dannato studio. Ed io... io... sto studiando tanto!

Oggi, infine, sono venuta a conoscenza dell' estetista Austriaca, o Viennese. E' l' unica ad avere nella saletta musica rilassante, tipo da massaggio o meditazione. La conseguenza è che durante la stesura di un caldo strato di cera morbida tu sei effettivamente un po' assonnata, e quella musica, e gli occhietti ti si chiudono e poi all' improvviso STRATCH, ti risvegli all' istante. E questo fai, altalenando stati d' animo, assopimenti ed infarti tripli. L' estetista Austriaca, o Viennese, non parla. Per un' ora tace concentrata, s' impegna, ma non le riesce tanto bene. Forse non conosce il tipo di donna precedentemente citato. E' tirchia, attenta a non sforare di un centimetro in più. Il listino prezzi sembra una barzelletta. Per ottenere una ceretta completa devi sommare la parte di sotto delle braccia con quella di sopra, il ginocchio con la caviglia, il polpaccio con il gomito e via dicendo. Arrivando così ad un acconto esorbitante. Quel "vabbé dai, fammi uno strappetto anche qui..." non esiste! un centimetro di pelle in più può arrivare a costarti anche 8 euro! così ho cercato di comporre un puzzle personale che mirasse ad essere più economico ed efficace possibile. Il risultato è stato un effetto dalmata, nel mezzo tra assurdo e simpatico.

Mi ha lasciata sola a rivestirmi, per ripicca mi sono fregata due asticelle di legno per spalmare la cera, cui valore totale si aggirerà intorno ai 0,002 cent. Ero indecisa se appropriarmi anche del guanto di crina in esposizione, ma poi la mia voce della coscienza si è fatta sentire "ele... hai quasi 21 anni! e poi dài, è stata gentile con te". Ok, vado a pagare, la cifra è esorbitante e quando le chiedo lo scontrino lei "fà fint 'e nun capì", sono furiosa, avrei dovuto prendermelo il guanto di crina.

Ho pranzato con un' amica (tra l' altro in un posto fantastico dove ognuno paga quel che può e c'è un' atmosfera rilassante con divanetti, quadri etc etc... Avrei preferito darli a loro tutti quei soldi!)
e poi sono tornata a casa, ma non prima di aver speso i miei ultimi 99 cent in un sacchetto di limoni.

Con il succo di limone ero intenzionata a provare per la quarta volta un esperimento che dai tutorial su youtube sembra semplice e chiaro ma che si rivela una trappola o troppo appiccicosa, o troppo liquida, o troppo solida.

La ceretta araba.
Quanto vorrei conoscere un' estetista araba. Questa pasta si crea con zucchero, acqua e succo di limone, le donne arabe la usano da millenni e dovrebbe dare risultati eccezionali. Io mi sono sempre persa al minuto 7.03, quando bisogna impastare questa cera bollente con le mani, allora o mi si squagliava, o mi si attaccava ovunque, insomma, dopo ore a staccare caramello dalla cucina,avevo deciso  di non riprovarci mai più. Ma oggi avevo toccato il fondo.

Ho rivisto il tutorial, ho misurato tutto con meticolosità, quando mi sembrava che non ci fosse più nulla da fare ho continuato ad impastare, e quando oramai avevo i crampi alle dita, l' ho vista, ha preso forma, ci ero riuscita.

Le donne arabe mi hanno insegnato oggi che anche un pò di zucchero, acqua e limone possono risolvere uno dei più grandi intoppi della vita quotidiana. Tutto quello di cui hai bisogno, è ' a capa tosta.

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