sabato 23 novembre 2013

La cosa più difficile da tradurre in un' altra lingua?? l' espressione "figura di merda"

Oggi sono andata a fare la spesa di frutta e verdura al mercato. I prezzi sono decenti e se fai la turca riesci anche a contrattare un pochino.
Erano le due del pomeriggio e l' atmosfera era apocalittica: il cielo già quasi scuro, l' aria fresca (ma ero ben vestita quindi molto piacevole visto il riscaldamento a mille della residenza) e sarà stato el Ron di ieri sera ma me ne andavo allegra trotterellando, sorseggiando caffé dal Thermos berlinese e canticchiando (dato rilevante ai fini della narrazione) "where is my mind" dei Pixies.
C'è qualcosa nell' aria del Brunnmarkt che mi rende però un po' deficiente. Sarà che tutti questi mediorientali mi sembrano tanti Paolettini, sarà che finalmente "sparagn' coccos'', la mia parte razionale se ne va in vacanza. Così la scorsa volta una signorona col velo mi ha rincorsa con una paletta in mano perché mi ero dimenticata di pagare, un' altra volta ho chiesto un kilo di noci brasiliane invece di 10 dag e non capivo perché il negoziante tutto contento andasse nel retro della bancarella ad aprire un sacco gigante, e t c, e t c, e t c.
Oggi ero in vena di novità ed ho comprato un qualcosa che non ho idea cosa. E' come un' enorme carota bianca , ecco a voi:


Bene, con questo frutto della natura (spero) in una bustina, che ne copriva a malapena un quarto, ho proseguito il mio percorso. Al momento di pagare dei kiwi, non avendo mani libere, ho ben pensato di mantenerlo stringendolo tra le cosce. Questa bella trovata ha provocato un' espressione attonita e da "devo trattenere il riso ancora pochi secondi, poi lo racconterò a tutti" del turco di fronte a me e lo sguardo di disapprovazione delle donne che mi passavano accanto. Più ci penso e più mi vengono in mente dettagli imbarazzanti: ho anche fatto dei passettini!

Mi sono accorta del tutto quando ormai era troppo tardi.
C'è qualcosa nell' aria del Brunnmarkt che mi rende deficiente.  


Ps: mamma, mi raccomando, questo post non stamparlo alla nonna. :)






venerdì 22 novembre 2013

non svegliate il can che dorme

Vi siete mai chiesti, osservando il vostro animale domestico, quale sarebbe la vostra reazione se all' improvviso iniziasse a parlare?




venerdì 8 novembre 2013

Dubbi non ho

Ciao a tutti!

E' da un po' che non mi faccio vedere però se mi volete bene sapete che in fin dei conti è un dato positivo :)

Ho ricevuto visite! Paolo, a fine Ottobre.

Per fortuna prima del suo arrivo sono andata a Praga e Uh è vero! non vi ho parlato di Praga! facciamolo subito.

Siamo partite in pullman, io, Raphi e Maria, due amiche austriache. Non mi aspettavo nulla, non pensavo nemmeno ci fosse un' altra moneta ('gnureeent). Ci sono andata per inerzia sapendo che è meglio fare che non fare. E' stato importante il momento in cui ho lasciato la residenza, la mia stanza. Mi sono sentita inaspettatamente triste. Questo oramai è il mio rifugio, un luogo sicuro e lasciarlo così all' improvviso anche solo per pochi giorni mi ha dato una strettina al cuore.

Le mie compagne di viaggio avevano organizzato tutto perfettamente, prenotato il bus, contattato due amiche che vivono lì, recuperato guide e dizionari. L' unica geniale idea che non posso non rinfacciargli è stata quella di prendere i sedili posteriori, sì quelli in fondo a tutto, i più ambiti alle gite del liceo. Pensavano saremmo state in tre su cinque sedili, bello! Ovviamente il bus si è riempito e mi son fatta le prime 3 ore di viaggio al centro, senza sapere che fare delle mie gambe, senza il televisorino nel poggiatesta del sedile davanti, con un uomo in carne che mi dormiva addosso, l' unica con l' obbligo della cintura nel posto più asfissiantemente caldo del pullman. Per fortuna mi hanno dato il cambio e non mi ci sono seduta. mai più. Pausa a Brno (provate a pronunciarlo?) dove ho prelevato e comprato due panini e del tacchino per... 50 centesimi!
Non ho dovuto spremere le meningi e non mi sono ritrovata con delle redini tra le mani. Una ragazza indigena ci ha fatto da guida, portate a spasso nei migliori cafés, piazze, parchi, birrerie. Sali su un tram scendi prendine un altro, in due giorni abbiamo visitato tutta la città. Lato negativo è che se ci tornassi da sola perderei completamente la bussola ma per essere un week-end non poteva andare meglio.
I paesi dell' est restano un mistero per me. Il loro concetto di femminilità, per esempio. Queste donne in pelle, curatissime e coi tacchi alti, a dover reggere costantemente il paragone con manifesti e locandine ed insegne e riviste piene di modelle seminude protette solo da calze trasparenti.

Ma torniamo alla nostra Austria. Due giorni dopo il mio rientro è arrivato Paolo. Il suo stupore, il suo vedere le cose come meravigliose novità mi ha fatto riflettere. Fin dal mio arrivo mi sono concentrata sulle cose da fare, imparare le strade, la lingua, dov'è il mercato, quali sono le sedi dell' università, dove costa di meno comprare l' olio. Ma adesso che sono più o meno sistemata è giunto il momento di rilassarsi, sedere in un tipico café viennese per ore, godersi i concerti, le iniziative, l' aria calda autunnale di cui tutti si meravigliano e che mi piace pensare arrivi dal mio sud.

Così ho deciso che lo stesso spirito entusiasta e curioso che mi aveva accompagnato a Pa o in quella settimana insieme a Po dovesse essere una costante anche per i posti in cui si vive ed in cui esiste una fin troppo accogliente quotidianità. Sono tornata nella mia stanza, felice di ritrovarla ma con la voglia di non vederla troppo spesso.

Sono abbonata per un mese gratis alla rivista Falter che ogni settimana offre la programmazione con eventi di ogni genere. Vienna è fantastica. Ieri hanno aperto gli stand di Glühwein (vin caldo?  oppure punsch di mela e cannella, albicocca o miele e zenzero mmmmmmm) da sorseggiare per strada in tazze di ceramica. Ci sono cose da fare tutta la settimana, dalle bibite a poco prezzo il lunedì e martedì ai concerti, festival, iniziative. Bisogna solo prendere il ritmo. Ad esempio non puoi sognarti di fare la spesa alle 21 o il sabato pomeriggio, così come prendere un caffé alle 23, oppure uscire la domenica. Nonostante sia una grande capitale, le regole sono regole, il paradiso dei sindacalisti. Le feste infrasettimanale iniziano presto e non finiscono troppo tardi per permetterti di prendere i mezzi. Insomma divertimento intelligente: devo dimenticare la mia vita universitaria napoletana.

Bisogna fare un po' di passettini sul posto finché non si capisce l' andamento di coloro che ci sono intorno, e  una volta percepito come si muove la città, è facile girare con lei in un vorticoso romantico Valzer (a ritmo di musica elettronica o gipsy jazz però!)

 vi regalo anche un disegnino :)