Ciao a tutta la mia famiglia allargata!
Oggi vi racconto di una faccenda avvenuta una settimana fa ma che ancora non avevo avuto il coraggio di raccontarvi. Un po' me ne vergogno, soprattutto perché include chiara dimostrazione della mia ignoranza tecnologica, ma che alla fine vale la pena scrivere visto il risvolto per me e forse anche per altri molto costruttivo.
Bene, come regalo di Paolo Natale tutto è finalmente diventato raggiungibile, me compresa, grazie ad un cellulare intelligente. Come sapete per passare da un cellulare contadino ad uno ingegnere c'è bisogno di ridurre la stazza della sim. Siccome anche la baby di cui sono sitter aveva il mio stesso problema ci siamo recate insieme in un negozio di telefonia. Ero molto stanca e quando il tipo ci ha detto che costava 2,50 non mi sono opposta, d' altronde siamo a Vienna. Dovete avere ben presente l' atmosfera del negozio: questo commesso è francamente molto bello, in gran parte somigliante all' attore Ryan Gosling:
Tutte le persone che vi lavorano sono tristi e scorbutiche, acide e disilluse. Ma mai quanto uno dei due proprietari, il Ryan in questione. Ogni volta che ci vado mi sento depressa e presa per il culo, però avevamo già cercato una soluzione alternativa, il negozio a Stephansplatz, notando con grande stupore che aveva chiuso, da un giorno all' altro. Il destino volle che ci recassimo a questo sotto casa.
Mentre taglia la mia sim noto con la coda dell' occhio l' amico ridacchiare. La cosa mi puzza e sto per indagare quando la mia collega piazza 50 euro sul tavolo e dice "voglio pagare io!". Esco molto amareggiata, so che è un' operazione che si potrebbe fare anche a casa con le forbici ma non volevo rischiare, ma poi in ogni caso che diamine ti ridi?
Al supermercato mi accorgo che non ha chiuso bene il telefono (manco questo sai fa') e ne approfitto per dare un' occhiata alla sim. Bene, lei non è dove dovrebbe essere, allora sollevo la batteria e noto che c' è un' altra entrata per le sim mini (per i tecnici perplessi, la mia era già una mini col supporto intorno, io volevo farla diventare micro perché era l' entrata più in vista e perché così era scritto sul libretto). In pratica il nostro amico cool (wow quanto sei cool!) aveva fatto finta di tagliarla invece di dirmi che c' era un' altra entrata. Sono sfrecciata immediatamente al negozio ma non c'é stato molto da fare, ero troppo nervosa e sapete cosa si dice a proposito di vendetta. Tornata a casa avevo in mente di piazzarmi davanti al negozio tutto il giorno, chiamare quì, chiamare lì, e tutte quelle cose che si dicono quando si è incavolati.
Poi ci ho dormito su' e al mattino la situazione era già diversa. Il mio animo intorpidito non aveva più alcuna voglia di uscire fuori con quel freddo, ha quindi trovato rifugio nei consigli di un amico che studia giurisprudenza: io ho in parte torto, perché lui ha solo eseguito quello che gli ho chiesto. E così è proseguita un' altra giornata di studio e lavoro.
Alla sera la madre della bambina, mia datrice di lavoro tra l' altro giurista, sulla quale la sera prima avevo svuotato tutta la mia indignazione, mi ha chiesto come fosse andata con l' attivismo. Le ho detto che non c'era stato tempo, che in fin dei conti era anche colpa mia, che erano solo 2 euro e 50. Ma proprio mentre ne parlavo, mi è venuto in mente che io avevo ragione anche giuridicamente, in quanto la mia richiesta era stata quella di ottenere una carta micro, e la mia era ancora mini. Lei mi ha risposto che avevo subito una vera e propria truffa, pur minima che fosse.
Sulla strada verso casa ho pensato alla mia ultima visita dal dottore. Mi ha detto che ho il fegato ingrossato e devo stare attenta agli alcoolici, al piccante ed alla rabbia.
Conoscete quella sensazione di quando all' improvviso ti ricordi di qualcosa di "sbagliato" che hai fatto, di una volta in cui hai tradito te stesso, ad esempio quando volendo dire qualcosa di intelligente o fare qualcosa di grande o semplicemente apparire migliori ci si riduce a qualcosa che non ci appartiene. Viene in mente a tradimento, quando meno te l' aspetti, camminando per strada e pensando al più e al meno, o quando qualcuno dice una parola in particolare. Quando mi succede stringo forte i denti, in una smorfia di dolore formo delle rughette intorno agli occhi, stretti i pugni li batterei sulla testa se quel pensiero potesse andar via.
Ho pensato al messaggio che stavo comunicando alla futura donna che era accanto a me la sera prima, ho pensato al mio fegato. Questa storia sarebbe diventata un' altra di quelle questioni irrisolte che mi fanno sentire stupida ed impotente.
Il negozio è tra la casa dove lavoro e casa mia. Non ho preparato un discorso ma di sicuro il mio subconscio l' avrà fatto per me, tutta la notte e tutto il giorno ininterrottamente. Entro nel negozio, Ryan parla con dei clienti che sembrano turchi, accanto a lui la malinconica impiegata mi chiede in cosa può essermi utile.
In tedesco le spiego cos' è successo il giorno prima, Ryan è paonazzo ma no, non si volta a guardarmi, i suoi clienti in ascolto. Lei mi chiede delle prove, smonto il cellulare davanti ai suoi occhi. Stupita sta per aprire il cassetto per ridarmi i soldi, allora lui interviene, la ferma con la mano e le dice "non darle niente". Io cambio lingua, da tedesco in inglese per essere ancora più chiara, gli dico che avrei chiamato la polizia -bene, chiamala pure- i miei parenti italiani -capirai- e che sarei tornata ogni singolo giorno ed avrei detto a tutti i suoi clienti di non entrare nel negozio, dall' orario di apertura a quello di chiusura -silenzio-. Avrei detto ai suoi clienti che se il proprietario è in grado di rubare 2 euro e 50 da una bambina di 11 anni e da una studentessa straniera, non oso immaginare cosa sarebbe disposto a fare per somme maggiori. Dalle scale scende una signora 50enne, a mio parere la madre. La commessa, sempre a mio parere succube di un imbecille fresco, gode nel profondo e lo guarda con aria inorridita. Lui cerca di calmare la situazione che gli va sempre più stretta, io punto sull' impiegata: "tu capisci cosa ha fatto? io ho ragione non è così? è che lui è troppo orgoglioso per ammetterlo." Alla fine Ryan pronuncia le fatidiche parole "dalle i soldi". Mentre esco lui farfuglia in tedesco con un braccio alzato, come se fosse lui stesso a mandarmi via , dice che ho sollevato un polverone per 2,50 euro. Decido di non andarmene con un' idiota che mi grida alle spalle, e di metterlo a tacere. Torno indietro, poso i 2 euro e 50 sul bancone, gli dico "se hai avuto il coraggio di rubarli, significa che ne hai davvero bisogno". Stavolta lui riesce solo a sussurrare "I don't... I don't... need it" e sulla soglia lo fisso negli occhi e teatralmente concludo con un "Ridiculous".
Alé

Standing Ovation!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
RispondiEliminaNella vita si campa di soddisfazioni. Avrei pagato almeno 7€ euro per vedere mentre lo facevi <3
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RispondiEliminaBhé allora bisogna metterci su una pièce teatrale :)
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